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Artisti / Artists : Museum Vito
Mele |
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Giò Pomodoro |
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Nasce a Orciano di Pesaro nel 1930. Nel 1953
si trasferisce a Milano, dove entra a far parte
del gruppo Arte Nucleare. La sua prima
esposizione è allestita nella Galleria
Numero di Milano; nel 1956 è presente alla
Biennale di Venezia con le opere in argento dedicate
ai Canti pisani di Ezra Pound. Nel corso del periodo
caratterizzato dalla fase di ricerca sul segno-gesto,
realizza sculture in bronzo utilizzando la tecnica
del negativo impresso sui letti dargilla.
Nel 1958 con le Superfici in tensione, evolve
il proprio stile. Dal 1962 vengono organizzate
numerose mostre personali in Italia e allestero,
e le sue opere vengono esposte nei musei di tutto
il mondo. Accanto ai materiali tradizionali (bronzo,
pietra, marmo, ecc.) sperimenta ferro, poliestere
e metalli preziosi, realizzando anche opere di
oreficeria.
Le prime sculture polimateriche importanti, come
Radiale rosso, in poliestere e fibra di vetro,
nascono nella seconda metà degli anni Sessanta.
Il suo concetto base prescinde dalloggetto
in sé, concentrandosi quasi esclusivamente
sui materiali-elementi delle composizioni, studiandone
i legami e le trasformazioni che verosimilmente
scaturiscono dalla loro osmosi (Grande folla,
1966) In questo senso, particolarmente interessante
risulta Le soleil de Cerveteri pour Gastone Novelli
(1970) che non è solo unopera in
memoria della morte dellamico pittore, ma
un nuovo percorso di ricerca, come Marmo nero,
sempre degli stessi anni. Gli stessi valori artistici
sono sintetizzati nellopera Isla negra,
in morte di Pablo Neruda che - come per lopera
dedicata a Novelli
- non vuole essere un monumento funerario, ma
una feritoia, una finestra che racchiude, immobilizzandolo,
il paesaggio messo esclusivamente a disposizione
del pubblico. Muore nel 2002.
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STUDIO
PER MEDAGLIA, 1998
bronzo, cm. 28,5x38,7x4
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Giò Pomodoro |
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Giò Pomodoro was born in Orciano di
Pesaro in 1930 and moved to Milan at the age of
23 where he became part of the group Arte Nucleare.
His first exhibition was at the Galleria Numero
in Milan and in 1956 he showed works in silver,
dedicated to the Pisan cantos of Ezra Pound, at
the Venice Biennale. During this period he explored
the symbolism of gesture and realised bronze sculptures
using the technique of the negative imprint on
a bed of clay. He arrived at a style that was
his alone with Superficie in tensione (1958).
From 1962 he had many one-man shows in Italy and
abroad and his works were exhibited in museums
worldwide. As well as using traditional materials
- bronze, stone, marble, etc. - he experimented
with iron, polyester and precious metals
including gold. The first important composite
sculpture, Radiale rosso, in polyester and glass
fibre, dates from the mid 60s.
His underlying concept, irrespective of the object
itself, centres almost exclusively on the elements
material to the composition and the links and
transformations that take off from their osmosis
(Grande folla, 1966). In this respect, Le soleil
de Cerveteri pour Gastone Novelli (1970) is particularly
interesting. It is not only a commemoration of
the death of a painter friend, but a new way ahead,
as is Marmo nero which dates from
the same period.
The same artistic values are encapsulated in the
work Isla negra, in morte di Pablo Neruda which,
as for the work dedicated to Novelli, is not a
funeral monument but an opening, a window that
encompasses, by immobilising it, a landscape put
at the exclusive disposal of the public.
Giò Pomodoro died in 2002.
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